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L’impresa è sempre responsabile per vizi o difformità nelle opere appaltate?

La garanzia per vizi e difformità presuppone la colpa dell’impresa. Ma cosa accade se i vizi o le difformità si verificano in assenza di colpa dell'appaltatore? In questo articolo ti dirò come evitare che l’impresa utilizzi scappatoie nel tentativo di sottrarsi alle proprie responsabilità e rimanga responsabile di eventuali vizi o difformità.

In un precedente articolo ti ho parlato della spiacevole evenienza che le opere appaltate siano affette da vizi e difformità e ti ho anche mostrato come muoverti per attivare correttamente la garanzia di legge.

In questo articolo voglio completare il discorso e portare la tua attenzione sul fatto che, in teoria, potrebbero esserci dei casi in cui, seppur siano riscontrabili vizi o difformità, l’impresa potrebbe cavarsela.

Se, infatti, la disciplina della garanzia per vizi e difformità presuppone la colpa dell’impresa, cosa accade se i vizi o le difformità si verificano in assenza di colpa dell’appaltatore? Puoi comunque beneficiarne?

Casi (teorici) di esclusione della responsabilità

Vediamo cosa potrebbe fare l’impresa per tentare di eludere le proprie responsabilità nel caso in cui dovessero verificarsi vizi o difformità nelle opere appaltate:

  1. l’impresa potrebbe tentare di dimostrare che vizi o difformità sono dovuti a caso fortuito, un evento cioè imprevedibile ed ineliminabile, non dipendente dalla sua volontà (se fosse realmente così il Committente avrebbe, comunque, diritto a una riduzione del prezzo in base al principio generale dell’impossibilità parziale sopravvenuta di cui all’art. 1464 c.c.;
  2. l’impresa potrebbe tentare di dimostrare che vizi o difformità sono dovuti ad errori progettuali oppure ad istruzioni errate del Committente o del suo Direttore dei lavori (in questo caso, l’impresa deve anche dimostrare di aver tempestivamente segnalato questi errori al Committente, manifestando formalmente il proprio dissenso. L’appaltatore, infatti, è tenuto non solo ad eseguire a regola d’arte il progetto, ma anche a controllare la congruità e completezza dello stesso, segnalando al Committente gli eventuali errori riscontrati, pena l’obbligo risarcitorio);
  3. l’impresa potrebbe tentare di dimostrare che per certi tipi di opere, determinati vizi sono un accadimento ricorrente, normale e inevitabile, nello stato attuale della tecnica;
  4. l’impresa potrebbe tentare di dimostrare che il vizio avrebbe potuto essere evitato solo con un grado di perizia maggiore rispetto a quello a lei richiesta nel caso concreto (l’impresa cioè non immaginava che per l’esecuzione dei lavori appaltati sarebbe stata necessaria un’abilità maggiore che, a cose fatte, ha realizzato di non avere).
Come aggirare “l’ostacolo”

Esiste, dunque, un modo per far sì che l’impresa non tenti questi espedienti?

Diciamo che il modo esiste e funziona nella maggior parte dei casi (solo il vero e proprio caso fortuito non può essere eliminato, ma in quel caso, come ti ho detto, avrai comunque il diritto alla riduzione del prezzo).

Per aggirare l’ostacolo è importante che nel contratto ci sia una sezione, che in genere viene definita “Dichiarazioni e Garanzie”, nella quale l’appaltatore, appunto, dichiari e garantisca che rispetto ai lavori che dovrà eseguire non ricorrono queste situazioni.

Detto sinteticamente, l’impresa dovrà dichiarare e garantire di aver ben compreso la natura dei lavori che deve eseguire, di approvare il progetto, di avere la competenza necessaria per eseguire le opere richieste etc.

In questo modo, in caso di controversia, l’impresa non potrà utilizzare quelle scappatoie nel tentativo di sottrarsi alle proprie responsabilità e rimarrà, dunque, responsabile di eventuali vizi o difformità.

Alla prossima

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