Stai pianificando una ristrutturazione o stai avendo problemi con i lavori? Prenota ora una consulenza gratuita con me. Posso aiutarti!
Capita spesso che un cliente mi contatti, dopo che i lavori di ristrutturazione sono stati eseguiti, dicendomi che sono stati realizzati in maniera scorretta, che ha notato vistosi problemi e mi chieda cosa fare.
Se stai leggendo questo articolo, forse sei incorso nella stessa situazione: hai fatto ristrutturare la casa in cui vivi o quella in cui devi andare ad abitare, l’impresa ha concluso i lavori, ti invita a riprendere possesso della casa, a constatare che è tutto ok e a saldare il prezzo dell’appalto.
Tu, però, ti sei accorto che ci sono dei problemi, lo fai presente alla ditta. Se la ditta è seria, sistema le cose che non vanno. Ma che succede se la ditta non se ne assume la responsabilità oppure semplicemente contesta che ci siano i problemi che tu invece hai notato?
Le opzioni sono due: raggiungere un accordo con la ditta per correggere gli errori oppure far correggere i problemi ad un’altra impresa, recuperando poi i costi dalla impresa responsabile oltre ai danni.
In ogni caso, non è forse vero che il tuo obiettivo è avere la casa sistemata al più presto per godertela?
Bene, ti dirò, quindi, esattamente quello che direi a quell’ipotetico cliente e ti parlerò di uno strumento processuale denominato Accertamento tecnico preventivo con il quale puoi avere due vantaggi: (provare a) risolvere in breve tempo la controversia con l’impresa giungendo ad una conciliazione e (anche se la conciliazione non riesce) fare i lavori correttivi senza attendere i lunghi tempi di un processo ordinario, precostituendo, allo stesso tempo, una prova da utilizzare eventualmente in un secondo momento.
La prima cosa è quella di fornirmi una copia del contratto di appalto con tutti gli allegati indispensabili (es. capitolato lavori, disegni di progetto e relazione tecnica) per valutare se tali documenti siano idonei a tutelare la tua posizione.
Troppo spesso, infatti, questi documenti sono inesistenti oppure scritti in modo generico o approssimativo, e quando ciò accade difendere un cliente può essere davvero complicato.
Comunque, tralasciando per ora il problema del contratto, dopo aver visto gli atti (se ci sono), ti suggerirei di trovare un professionista affidabile (architetto, ingegnere o geometra), possibilmente con esperienza nel campo del processo civile, a cui affidare il compito di redigere una perizia di parte, in modo da poter “fotografare” lo stato dei luoghi, la quantità e la qualità dei lavori eseguiti e valutare se tali lavori presentano effettivamente vizi riconducibili al cattivo operato dell’impresa edile.
Avere una relazione scritta è fondamentale, perché ci darà la consapevolezza di quali sono i problemi, quali sono le cause di quei problemi, quali sono gli interventi correttivi da eseguire e quanto occorrerà spendere.
Una volta ottenuta la consulenza tecnica occorrerà “denunciare i vizi” all’impresa appaltatrice; bisognerà cioè inviare una raccomandata, entro e non oltre 60 giorni da quando i vizi sono stati scoperti, indicando le problematiche in maniera precisa ed analitica (una denuncia generica non è considerata idonea) e diffidando l’impresa ad eseguire le correzioni.
Se si trova l’accordo con l’impresa bene, altrimenti bisogna portare la questione all’attenzione di un Giudice, ed è qui che entra in gioco un procedimento giudiziario particolarmente interessante nei casi di appalto di lavori: l’Accertamento tecnico preventivo.
In un caso recente che ho seguito, una coppia aveva commissionato dei lavori di ristrutturazione di una casa appena acquistata, confidando che i lavori sarebbero stati ultimati prima della nascita della loro figlia e che la casa, così ristrutturata, sarebbe stata la “casa della vita”. Purtroppo le cose sono andate diversamente. Quando la bimba è venuta al mondo, la casa non solo non era pronta, ma vennero constatati tutta una serie di difetti che rendevano addirittura pericolosi certi ambienti. Di fronte al rifiuto della ditta di cooperare per risolvere le problematiche, i clienti hanno seguito i passi che ti sto indicando fino ad arrivare a svolgere l’Accertamento tecnico preventivo.
L’Accertamento tecnico preventivo (previsto dall’art. 696-bis del codice di procedura civile), consiste in una procedura giudiziaria mediante la quale il Giudice nomina un consulente tecnico, scelto dall’albo del tribunale, affinché:
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descriva lo stato dei luoghi mediante rilievi e documentazione fotografica;
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ricerchi le cause degli eventi, ricostruendo i fatti;
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esprima le proprie valutazioni tecniche, indicando la responsabilità delle parti interessate;
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proponga alle parti una conciliazione della controversia.
Questo strumento si basa sulla constatazione che nella concreta realtà dei processi, le parti litigano essenzialmente per questioni di fatto, per cui una volta che il fatto controverso è accertato, è possibile raggiungere una soluzione conciliativa della lite.
Nell’ambito della materia degli appalti, quindi, una volta accertato che i vizi effettivamente sussistono e sono di responsabilità della ditta appaltatrice, è molto probabile che le parti possano conciliare la lite senza instaurare un giudizio ordinario vero e proprio (con tutte le lungaggini che questo comporta).
Il primo vantaggio dell’Accertamento tecnico preventivo, dunque, è quello di permettere una più rapida risoluzione dei conflitti tra le parti litiganti.
Ma cosa succede se il consulente nominato dal Giudice ha riscontrato la responsabilità dell’impresa edile e questa comunque non intende conciliare la lite spontaneamente?
Immagino starai pensando: “scusi avvocato, ho fatto ricorso a questo strumento processuale, ho ottenuto velocemente una relazione che ha riscontrato la responsabilità della ditta, questa non vuole comunque correggere i vizi e ora che ci faccio con la relazione?”
Ti tranquillizzo, la relazione non è stata inutile, infatti qualora la conciliazione non riesca, potrai richiedere al Giudice di acquisire la relazione del consulente agli atti del successivo giudizio di merito.
Il secondo vantaggio dell’Accertamento tecnico preventivo è quello di precostituire il mezzo di prova necessario al Giudice per decidere la causa, con notevole risparmio di tempo sui tempi classici. Cioè la relazione del consulente avrà già indicato e quantificato i danni che hai subito, e avrà accertato le cause dei danni e la responsbalità.
E se ti precostituisci il mezzo di prova, potrai far sistemare casa da un’altra ditta senza dover aspettare la sentenza, un gran be risparmio di tempo se consideri che in media per chiudere il primo grado di giudizio possono volerci anche tre anni.
Insomma, l’Accertamento tecnico preventivo rappresenta la miglior strategia possibile quando vuoi ripristinare in fretta i vizi senza compromettere la possibilità di ottenere una sentenza.
In questo articolo ti ho dato un concentrato di strategia processuale e mi rendo conto che le cose possono risultare un po’ complesse. Spero di essere stato il più chiaro possibile, ovviamente se hai bisogno di un avvocato che gestisca la negoziazione con l’impresa o promuova l’Accertamento tecnico preventivo CONTATTAMI.
A presto
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